Let's face it..!

Wednesday, October 08, 2008

Overview: da nat

Ancora in tema "aborto", copio qui parte di un email che mandai a qualcuno tanto tempo fa.

..Qui entra in gioco la domanda – quando comincia la vita? Quando è che un embrione ‘diventa’ umano?
Non capisco il concetto "persona in potenza" e "persona in atto". Già tale terminologia, comunque, presuppone che quell’embrione sia una PERSONA.
Fra un embrione/feto ed un neonato ci sono fondamentalmente solo 4 differenze e nessuna di quelle ha influenza sul fatto che un embrione sia umano:
La grandezza
Il livello di sviluppo
L’ambiente in cui si trova
Il grado di dipendenza.
L’embrione/feto è più piccolo di un neonato. Questo lo rende forse meno umano? Io che sono più piccola di mio marito, sono meno umana di lui?
L’embrione/feto non ha un cervello sviluppato, né coscienza di sé. Se l’intelligenza e la coscienza di sé definiscono quanto si è umani o quanto si è "persona", allora coloro che sono più intelligenti dovrebbero avere più diritti di quelli meno intelligenti, e magari anche il diritto di sfruttare i meno intelligenti. Tanto più che se l’intelligenza e lo sviluppo mentale fossero la base per decidere quanto umano è qualcuno, vorrebbe anche dire che all’età di 5 anni siamo meno umani di quando abbiamo 20 anni e a 35 anni siamo probabilmente più umani di quando ne abbiamo 80. Perchè quindi dire che l’embrione non è umano e non è persona per il fatto che è ad un livello di sviluppo diverso?
Alcuni dicono che un bambino non è ancora un bambino fino a quando nasce. Com’è che DOVE sei cambia CHI sei?
L’ultimo punto che molti usano per dire che l’embrione/feto non è umano è che fino a quando non è indipendente non è persona. Se quello si usa per definire la umanità di qualcuno, molti di noi sarebbero nei guai! Basti pensare a quanti dipendono da medicine o apparecchiature mediche.. sono meno "persona" di uno sano?
Nessuno di questi punti ha rilevanza per distinguere un embrione da una persona adulta.
E non mi venite a dire: "Ma dicono che non è vita fino a tot giorni." Fino a prova contraria le cose morte non crescono.
Onestamente mi interessa poco cosa dice la chiesa Cattolica anche se in questo caso mi trovo ad essere d’accordo con loro. Del resto anche un orologio fermo mostra l’ora giusta due volte al giorno. Quindi anche se la chiesa Cattolica dottrinalmente non è biblica per una miriade di cose, una volta ogni tanto ci azzecca.

2 Comments:

Blogger Moky in AZ said...

E mi trovi d'accordo in tutto..., mi fa piangere pensare ad amiche che hanno usato l'aborto come forma di controllo delle nascite, per pigrizia etc. Al giorno d'oggi, l'ignoranza non e' piu' una scusa.

Il mio problema sorge nel momento in cui lo stato decide per me, o per altre donne... perche' se per esempio una delle mie bambine dovesse venire violentata e rimanesse incinta... allora la scelta dovrebbe essere sua e probabilmente mia (forse di mio marito)... Per questo mi sento moralmente pro-life, ma civilmente pro-choice...

5:56 PM  
Blogger Nat said...

Non oso neanche pensare come sarebbe trovarsi in una situazione dolorosa come la violenza (peggio ancora pensare alla violenza sulla mia bambina).. Il fatto purtroppo e' che l'aborto non e' regolato in tale maniera. Quello che a me non sta bene e' che venga approvato sempre e comunque. Le varie situazioni di violenza da cui risulta una gravidanza non sono comuni quanto si crede. Quello che si difende nel "pro-choice" non e' l'aborto per situazioni particolari, ma piu' che altro l'aborto sempre e comunque. Quello non mi va. Una donna che e' incinta fino a quasi il nono mese di gravidanza e decide di non volere un bambino non ha l'unica scelta dell'aborto (torno ad insistere sul "partial birth abortion"), ma altrettanto facilmente puo' decidere di dare in adozione il bambino.
Ed ho anche detto che vedo una differenza anche fra l'aborto perche' la gravidanza (e quindi il bambino) minaccia la vita della mamma e l'aborto per qualsiasi motivo. Il primo si puo' inquadrare nella legittima difesa, il secondo no.

Va anche considerata un'altra cosa. Generalmente (non tutti, lo so) chi e' pro-choice vuole che sia fatto senza nessuna spiegazione o informazione.

Se una delle nostre figlie rimanesse incinta (e non solo per violenza subita) anche se minorenni, vogliono che noi genitori non siamo neanche notificati.
E dire che se bevessero un bicchiere di birra ci sarebbero tutti addosso! (CPS vari)

E poi perche' fa cosi' paura informare sull'aborto le donne che scelgono di abortire?
Del resto l'aborto ha delle ripercussioni sia fisiche che psicologiche sulle donne, non e' mica una passeggiata (sapessi quante sono finite nell'ufficio di mio marito che agonizzano ancora dopo decenni al ricordo dell'aborto).

Ovviamente non e' un discorso facile per nessuno di noi. Ma va fatto. E non mi riferisco a questo blog, ma piuttosto dentro ad ognuno di noi. Dio non voglia che chi legifera (e chi vota, e chi vive) faccia certe scelte - qualunque esse siano - con leggerezza, perche' quello e' l'inizio della fine.

7:38 PM  

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